Articolo senza titolo 195

Melodic Death Metal, Power Metal
Neoclassical Metal, Melodic Black Metal

ᴺᴼᵂ ᴾᴸᴬᵞᴵᴺᴳ♫♬♪

Deadnight Warrior
In the Shadows
Red Light in My Eyes, Pt. 1
Red Light in My Eyes, Pt. 2
Lake Bodom
The Nail
Touch Like Angel of Death
– [silence]
– [Coda]
– [silence]
– [Bruno the Pig]

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*Questo post faceva parte della rubrica I dischi di quando ero giovane che avevo iniziato su uno dei tanti altri blog che gestivo, ma non avevo mai continuato.

C’è stato un breve periodo della mia vita in cui avevo iniziato ad ascoltare la hardcore, quella techno.
No, niente giacche della Lonsdale e capelli rasati. Ma solo ascolto dedicato anema e core a quella musica.
Si parla di un mese o poco più, in cui, per assurdo, avevo comprato la bellezza di quattro compilation e avevo fatto pure la cassettina di una puntata di Vitamina H condatta da Lady Helena e Tony H, con ospiti gli The Stunned Guys.

Credo che fosse nell’esatto momento in cui stavo andando in cassa con la mia copia di Always Hardcore volume 10, con la toppa in regalo, che il mio migliore amico avesse iniziato a pensare a come agire, perché solo lui poteva prendermi in giro e trattarmi male. Se avessi intrapreso seriamente quel percorso e fossi diventato chenneso gabber, avrebbe perso quel monopolio.

Ho conosciuto il Diavolo in chiesa.
Così si sarebbe potuto chiamare questo post.

La mia carriera di chierichetto stava giungendo al termine e infatti ero stato quello che con un anticipo di un anno aveva abbandonato quel mondo.
Ci trovavamo da soli in sagrestia prima della messa del sabato sera e, ora che ci penso, non capisco perché mi trovassi lì proprio in quel giorno, visto che ci andavo quasi sempre di domenica.

Li conosci i Children of Bodom? e mi aveva passato il cd di Something Wild.
No, ma chissà che schifo fanno.
Io adesso ascolto SOLO la hardcore tenendo in mano il disco.
Ascoltali, che secondo me potrebbero piacerti.
E quello era il piano: farmi diventare metallaro, in modo che abbandonassi quell’altra roba.

La prima cosa che avevo fatto, non appena ero tornato a casa, era
stato riversare il disco su cassetta. Red Light in My Eyes, Pt. 1 presentava un piccolo difetto, un saltino, di cui però mi ero accorto solo una volta che avevo tornato quell’album al suo legittimo proprietario. Ma, mentre era con me, più lo maneggiavo, più mi convincevo di trovarmi fra le mani qualcosa di assurdamente bello e nuovo per le mie orecchie. Qualcosa che stava per stravolgere tutto quello che avevo conosciuto fino a quel momento.

Era il punto di non ritorno. L’avrei dovuto capire già dalla copertina comunque: la mano tesa del mietitore, come a dirmi non aver paura, vieni con me. E poi tutto quel rosso, con il logo, sul retro, della Nuclear Blast, che mi faceva pensare fosse collegato allo scenario apocalittico, alle spalle del Reaper, quasi da mondo post guerra nucleare.

Mi aveva passato anche gli altri due album successivi e senza pensarci troppo avevo accantonato la musica hardcore.
Scusa, mi ero sbagliato, mi dispiace ma non possiamo vederci più.

Quello verde mi piaceva e c’era Bed of Razors, canzonepiùbelladelmondo, pezzo perfetto, che ancora oggi lo sappiamo tutti a memoria e ci scende una lacrima quelle
poche volte che lo riascoltiamo e ci facciamo travolgere dalla nostalgia.

Quello blu non era chissà che e penso di averlo ascoltato per intero forse mai.
Ma sta cosa dei colori mi aveva preso benissimo e avevo deciso che loro sarebbero diventati IL mio gruppo preferito, nella classifica dei miei gruppi preferiti.

Con il tanto atteso e pieno di aspettative Hate Crew Deathroll ma che è sta cosa il lento allontanamento, concluso in un vero e proprio addio con Are You Dead Yet?.

Gli altri non li ho nemmeno mai ascoltati. Ok, solo una volta, ma distrattamente.

Tre mesi fa, i COB erano venuti in Italia, per il ventennale di questo album.
All’amico che mi aveva chiesto se volessi un biglietto, visto che lui ci andava sicuramente, avevo risposto di no, perché tanto fanno solo le ultime, perché mica lo sapevo che avrebbero pescato solo dai tre primi dischi.
Mi sto ancora mangiando le mani.

Tra l’altro, non ho mai avuto un loro cd originale e la copia masterizzata di SW è l’unica che tengo ancora, solo per ricordo di quei tempi andati.

Bei tempi in cui, io e il mio migliore amico, andavamo in giro con le due magliette, comprate su Carnaby St., che sul retro avevano la gigantesca scritta I SURVIVED LAKE BODOM.
Tutti ci guardavano male e questo era un vanto per noi.