Articolo senza titolo 200

Symphonic Black Metal
Melodic Black Metal

ᴺᴼᵂ ᴾᴸᴬᵞᴵᴺᴳ♫♬♪

Fear and Wonder
Blessings Upon the Throne of Tyranny
Kings of the Carnival Creation
Hybrid Stigmata – The Apostasy
Architecture of a Genocidal Nature
Puritania
IndoctriNation
The Maelstrom Mephisto
Absolute Sole Right
Sympozium
Perfection or Vanity

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*Questo post faceva parte della rubrica I dischi di quando ero giovane che avevo iniziato su uno dei tanti altri blog che gestivo, ma non avevo mai continuato.

Il mio migliore amico dell’epoca era tornato da una gita ad Assisi con in mano la copia di Stormblåst, senza la plastichina che la avvolgeva. 
Ti giuro che non l’ho ascoltato ma secondo me lo aveva fatto eccome.

Sempre con lui, un anno prima avevamo sfidato la pioggia ed eravamo scesi a Udine.
Io avevo i soldi per un solo cd, quindi dovevo ponderare l’acquisto.
Sull’autobus che ci riportava verso casa, guardavo con invidia a tutto quello che aveva comprato. Mentre rigiravo fra le mani la versione deluxe di Spiritual Black Dimensions.
Pentito.
Avevo scoperto i Dimmu Borgir con l’album del 2001 ed ero letteralmente impazzito.

E grazie a loro potevo sfoggiare una parola nuova: misantropia, che nessuno conosceva e contribuiva a darmi quell’aura di mistero e a mantenere alto il livello di soggezione di chi provava ad interagire con me. Mi si addice ancora quella parola.

Ignaro di cosa aspettarmi, avevo messo il cd nello stereo e alzato ad un livello considerevole il volume e schiacciato play. La violenza sonora dalla quale ero stato investito al minuto 2.48 mi aveva lasciato un ghigno sul volto che significava piena soddisfazione e ottimi soldi spesi.

Un’ora dopo non ero riuscito ad alzarmi dalla poltrona, esausto come ero e desideroso di nuovo materiale loro. Ne avevo bisogno. 
Death Cult Armageddon sarebbe uscito qualche mese dopo. Non l’ho mai acquistato.

Il periodo in cui i poster delle donne nude e quelli metal avevano convissuto fianco a fianco nella mia stanza era durato pochissimo. Avevano vinto i secondi.
Tranne per il soffitto, avevo ricoperto ogni superficie disponibile con tutto quello che trovavo. La crème de la crème era in bella vista: 
Dino Cazares, Marilyn Manson e Shagrath.
Non sono riuscito a conservarne nemmeno uno, visto che, con la fine della mia esperienza metallara, erano tutti diventati cenere.

In un tema sulla pace, in seconda superiore, avevo inserito una citazione da Kings of Carnival Creation: 
peace means reloading your guns.
Cerchiato in rosso dalla prof e commentato a voce con un 
Concetto interessante, non lo avevo mai sentito, dovremmo approfondirlo.

La maglietta l’avevo comprata a Lignano Sabbiadoro e in quella mattinata non mi ero nemmeno avvicinato al mare. O meglio, non lo avevo nemmeno visto. Il giro comprendeva solo il negozio che, secondo un mio amico, vendeva tutte le magliette dei gruppi. Dammi il nome che ci vado e ero tornato a casa con tre capi. Non c’erano proprio tutte e molte erano quelle classiche che erano d’obbligo per chi ascoltava questa musica e doveva farlo sapere a tutti.

Non comprendo ancora come mia madre avesse acconsentito a comprarmi quella con la copertina di Puritanical Euphoric Misanthropia, che ero riuscito ad indossare solo una volta a scuola e poi si era volatilizzata nel nulla. Era ricomparsa solo al termine delle superiori. Madre dice ancora che ero stato io ad averla persa, che mica era stata lei a nasconderla. Avevo un casino tale negli armadi e nei cassetti che forse aveva ragione, ma mi piace pensarla nell’altro modo. E continuerò a raccontarlo così.